Merito creditizio: perché e come si valuta
Prima di concedere un prestito, l'intermediario deve capire se il cliente sarà in grado di restituirlo. Questa valutazione serve a verificare la capacità di rimborso del soggetto, privato o impresa, che chiede il credito.
Nel credito ai consumatori, l'art. 124-bis del TUB stabilisce che la valutazione si basa su informazioni adeguate, fornite anche dal consumatore e, ove necessario, ottenute da una banca dati pertinente. Per questo la consultazione delle banche dati non è un obbligo generalizzato.
Le banche dovrebbero porre enfasi su una stima realistica e sostenibile del reddito e del flusso di cassa futuro del cliente. Per verificare la tenuta in scenari avversi, conviene un'analisi di sensibilità a uno o più fattori, considerando eventi di mercato, eventi idiosincratici o una loro combinazione.
L'istruttoria di fido
L'istruttoria di fido è la fase di valutazione ex ante condotta dalla banca prima di decidere l'affidamento.
- Per le imprese prevede un'analisi qualitativa e quantitativa dell'azienda e dell'ambiente in cui opera.
- L'analisi quantitativa esamina la condizione finanziaria, reddituale e patrimoniale, ricavata dai bilanci storici e prospettici rielaborati con quozienti.
- Si conclude con la relazione di fido, che sintetizza tutte le informazioni interne ed esterne usate.
- La relazione indica importo accordabile, forma tecnica, giudizio di merito e tasso coerente con il rischio.
- Decide la funzione fidi; per importi molto consistenti il direttore generale o il consiglio di amministrazione.
Dopo l'affidamento la banca svolge il monitoraggio: controlla in modo continuativo la posizione di rischio e verifica che il cliente rispetti le condizioni stabilite. Un segnale tipico di deterioramento è l'aumento significativo dell'indebitamento.