Lo scambio finanziario e il ruolo degli intermediari
Nello scambio finanziario si incontrano due unità: quella in surplus (il datore di fondi) e quella in deficit (il prenditore). Il datore di fondi ha minore propensione al rischio e maggiore propensione per la liquidità rispetto al prenditore. In ogni scambio finanziario l'incertezza è intrinseca.
Esistono due modalità da distinguere bene:
- Scambio intermediato: uno o più intermediari interpongono il proprio stato patrimoniale tra l'unità in surplus e quella in deficit.
- Scambio diretto e assistito: l'intermediario contribuisce al trasferimento, ma solo ricercando e selezionando la controparte per uno degli scambisti.
Le asimmetrie informative sono due. La selezione avversa riguarda il momento precedente la conclusione del contratto. Il moral hazard riguarda il contratto nel corso del suo svolgimento. Ricorrere a un intermediario consente al datore di fondi di ridurre sensibilmente questi problemi.
Da ricordare: "intermediato" significa che l'intermediario mette in gioco il proprio bilancio; "assistito" significa che cerca solo la controparte.
Le banche: attività riservata e forme giuridiche
L'attività bancaria è costituita dalla raccolta di risparmio tra il pubblico e dall'esercizio del credito. È riservata alle banche. La raccolta del risparmio consiste nell'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sotto forma di depositi o in altra forma, ed è vietata ai soggetti diversi dalle banche. Le banche possono esercitare anche ogni altra attività finanziaria, salvo quelle riservate a soggetti di altra natura.
Le banche italiane e le succursali in Italia di banche comunitarie ed extracomunitarie sono iscritte in un apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia. Esiste anche un albo dei gruppi bancari.