Perché si regola e si vigila il sistema finanziario
La vigilanza finanziaria è l'attività di controllo svolta da autorità dedicate. Serve ad accertare che le norme sull'attività degli intermediari e sul funzionamento dei mercati siano applicate davvero.
Regolamentazione e vigilanza perseguono alcuni obiettivi di efficienza e di stabilità:
- Efficienza allocativa: destinare le risorse ai progetti di investimento più meritevoli per combinazione rischio-rendimento.
- Efficienza tecnico-operativa: contenere i costi di transazione e agevolare gli scambi finanziari.
- Efficienza informativa: raccogliere, produrre e diffondere le informazioni rilevanti per la formazione dei prezzi.
- Stabilità: un sistema è stabile se garantisce l'equilibrio di gestione dei singoli operatori e previene o gestisce le crisi dei singoli intermediari e le crisi sistemiche.
I modelli di vigilanza
- Vigilanza istituzionale (per soggetti): un'autorità distinta per ogni categoria di intermediari (bancari, mobiliari, assicurativi). Vantaggio: compiti chiari e una visione unitaria del soggetto vigilato, dall'ingresso sul mercato fino all'eventuale uscita.
- Vigilanza per attività: vantaggio tipico è la parità concorrenziale (level playing field), perché le attività sono disciplinate in modo uniforme qualunque sia la natura del soggetto.
- Vigilanza accentrata: un'unica autorità per tutti i soggetti e le attività. Svantaggio tipico: eccessiva complessità organizzativa, rigidità e burocrazia.
Da ricordare: in Italia è adottato un modello per soggetti.
Tipologie di controlli
- Vigilanza strutturale: controlli diretti e discrezionali sulla struttura del settore, per garantirne la stabilità.
- Vigilanza prudenziale: regole oggettive imposte agli intermediari per garantirne efficienza e sana e prudente gestione.
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